sabato 20 aprile 2013

Nella casa (2013)


Questa pellicola francese ha come soggetto la scrittura di un romanzo, con le regole della semiotica del testo illustrate dal professor Germain ad un promesso scrittore, l' allievo Claude. Il curioso adolescente da un semplice tema da scrivere a casa ("racconta il tuo fine settimana") appassiona il professore, il quale spinge il suo allievo ad introdursi nella famiglia di un altro componente della classe, Rapha, per scrutare da vicino il modo di comportarsi della sua famiglia.

Claude è uno studente con ottimi voti in matematica ed è un amante della scrittura. Si avvicina a questo mondo, che è anche il mondo l'insegnante e della propria  moglie, partendo dall'irrefrenabile voglia di osservare come vivono le persone, di conoscere le loro abitudini, di sapere come è fatta la loro casa.

E, illustrando nel film (alla maniera del semiologo Greimas) l'eroe e la realizzazione dei suoi scopi, con tutti gli anti-eroi e gli ostacoli che si frappongono tra protagonista e scopo, Claude riesce a diventare amico del solitario Rapha, figlio di una media famiglia borghese francese. Entra in casa loro, come l'ospite pasoliniano di Teorema (a mia sorpresa Pasolini viene citato nel film di Ozon) e ne sconvolge le vite.

Rapha ha finalmente un amico, un fratello, si innamora di lui ma viene deriso dai compagni di classe quando il professor Germain vuole che in classe sia letto il suo tema sull'amicizia. Emerge nella vita di questo timido ragazzino impacciato il sogno di avere qualcuno come amico, invece che essere il classico ragazzo solitario con solo il padre come confidente.

Nella famiglia di Rapha, Claude non è solo colui che, dopo esser mal visto dalla madre (Jeanne), riesce a far prendere 9 in matematica al timido studente incapace  (un espediente del professore Germain per far sì che il racconto del promesso scrittore vada avanti fino ad una conclusione, frequentando ancora casa sua), ma gioca a pallacanestro con padre e figlio e si innamora della madre di Raph, Jeanne, una donna stanca, assopita, che desidera essere di nuovo amata.

Claude è un ragazzo fuori dal comune, un voyeur, un osservatore attento, un ospite dei modesti appartamenti francesi. Sul finale siede fuori, in strada, su di una panchina ad osservare da lontano la casa di Rapha, quell'appartamento che, come una telecamera, sognava di osservare fino in fondo. Manca un vero finale nella scrittura del suo primo lavoro da scrittore, fino a quando l'ambizioso Claude, come l'ospite senza nome della pellicola pasoliniana, si introduce ad osservare una nuova casa, quella del professore, uno scrittore finito e senza aver mai avuto successi letterari. Germain avrà sì il suo finale, ma non tra le mura del'allievo tanto spiato dal compagno. Il romanzo, in processo di scrittura, si concluderà fra le proprie mura domestiche e non più tra quelle di Rapha e, come in Teorema, i propri modi di vivere cambieranno radicalmente.

Fanno da sfondo il voyerismo, lo sport, l'arte, la matematica e la letteratura messi insieme in questo film di Francois  Ozon basatosi sul testo teatrale spagnolo di Mayorga, "Il ragazzo dell'ultimo banco".

Da notare l'omaggio a Hitchcock preso da La finestra sul cortile, dove, come al cinema, le vite degli altri vengono osservate.

Danilo Ruberto










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